L’ultima volta che siamo stati bambini – Il commento di Giulio

Il film diretto da Bisio ha una struttura narrativa lineare e semplice, volta ad accompagnarci lungo lo sviluppo dell’avventurosa missione dei tre bambini protagonisti, alla ricerca dell’amico scomparso. Il film senza grandi pretese, cerca di raccontarci una storia drammatica senza appesantire la visione allo spettatore, mantenendo una certa piattezza dal punto di vista emotivo, di ritmo e di sviluppo narrativo. Il merito del film è quello di avere un effetto pedagogico ideale per un pubblico giovane e inconsapevole di un tema complesso e tragico come l’olocausto. Senza inventare nulla, anzi citando in maniera evidente altri film di ragazzi meglio riusciti come “Stand by me”, il film risulta comunque gradevole e tutto sommato scorrevole alla visione.

Una risposta

  1. Avatar Carolina
    Carolina

    Mi trovo pienamente d’accordo. Il film di Bisio risulta piacevole pur trattando un tema tragico, seguendo esempi già collaudati come “La vita è bella” o “Train de vie” o “JoJo Rabbit”. Non brilla per originalità proprio perché richiama alla memoria tanto cinema già visto, però ha il merito di portare sullo schermo, da protagonisti, un gruppo di attori bambini ben diretti, capaci di avvicinare al tema della Shoah anche gli spettatori più piccoli. E questo è il merito del film: rivolgersi alle giovanissime generazioni, senza dispiacere agli adulti, per lasciarci un ulteriore racconto sulla guerra e sull’Olocausto ma dal punto di vista delle vittime innocenti: i bambini.

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