Viaggio spalla a spalla con i migranti dal Senegal alla Libia e poi fino al soccorso italiano.
La forza di questo film sta nella gestione della intensità di narrazione, senza disperdersi mai in rivoli di racconto che ne diluirebbe la forza comunicativa.
Allo spettatore non viene risparmiato nulla; tuttavia il film instaura un ritmo che appunto modula l’intensità della comunicazione introducendo incontri con personaggi che lasciano spazio a momenti di umanità e solidarietà.
Il film si chiude con l’arrivo dei soccorsi che coincide con l’urlo di orgoglio di Seydou. Sarebbe bello ipotizzare un sequel con il racconto di quello che succede dopo il salvataggio.


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